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La prima mestruazione. Come affrontarla?

la prima mestruazione
La prima mestruazione

Il menarca nel terzo millennio. Come proporre questo argomento alle giovani donne senza imbarazzo?

Parliamone prima di tutto!

Siamo nel 2018 e forse parlare di mestruazioni non è più un vero e proprio tabù ma si tratta ugualmente di un argomento molto delicato e spesso approcciato con una certa diffidenza. Sull’argomento sembra regnare un fitto alone di mistero: non solo quando si parla di giovani ragazze che si trovano ad affrontare questo speciale momento di passaggio verso la vita adulta.

Lo avete notato? Negli spot televisivi il ciclo femminile è spesso collegato all’impossibilità o quantomeno alla difficoltà per la donna di fare qualche attività in quesi giorni: saltare (?!?), fare ginnastica, danzare. Quando poi ci mostrano nelle pubblicità (anche di noti marchi) le meraviglie del nuovo assorbente per l’igiene femminile il sangue non c’è mai. È sostituito da un asettico liquido colorato di azzurro. In tutti gli spot.

Forse il tabù allora non è proprio sconfitto. Senza addentrarci in questioni ancora più grandi che coinvolgono la fertilità della donna nell’immaginario della società del terzo millennio, cerchiamo di capire come possiamo proporre questo argomento alle ragazze che si avvicinano a questo momento.

Parliamone prima di tutti!

Parliamone per tempo. Cerchiamo di anticipare i tempi. È molto importante per le ragazzine non essere impreparate. Come si può fare? Possiamo spiegare, con parole semplici e adatte all’età, che cos’è la mestruazione e perché avviene cercando di sottolineare quanto questo evento rappresenti non solo la normalità nella vita di una donna ma anche un bell’indizio di salute e di sereno funzionamento del nostro corpo. Raccontiamo loro le emozioni che abbiamo vissuto noi da ragazzine e invitiamole a concedersi del tempo per riposare e concedersi “in quei giorni” una coccola in più, qualcosa che le faccia sentire bene e serene. Non trascuriamo il lato emotivo: spieghiamo con parole chiare le sensazioni che si possono provare come una leggera tristezza o malinconia.

Assorbenti & Company

Spesso il menarca arriva davvero presto e potrebbe esserci una certa vergogna a girare con un assorbente nella borsa.

Ecco tre consigli.

Prima di tutto preparate insieme una piccola bustina da tenere nello zainetto: mettete dentro qualche salvietta intima, qualche assorbente e qualsiasi altra cosa vostra figlia voglia avere sempre con sé (forse è proprio giunto il momento di concederle un burro di cacao che colora un pochino le labbra!) . Le eviterete così l’imbarazzo degli assorbenti che si intravedono aprendo la zip della tasca posteriore dello zainetto.

Potete poi scegliere insieme a lei assorbenti “diversi”. Ormai di assorbenti ne esistono tanti, tantissimi. Molte tipologie sono proprio dedicate alle ragazze più giovani. Avete molte opzioni, eccone alcune.

Gli assorbenti in cotone usa e getta Ecoluna:

ecoluna-assorbenti-giorno-bio-1Sono colorati, divertenti e parlano il loro linguaggio: la DAB, gli unicorni, le sneakers. Sono realizzati con il 100% di cotone biologico certificato, senza sostanze tossiche, sbiancanti o plastiche.

Se poi le nostre ragazze sono imbarazzate dal fatto che gli assorbenti comuni si possano notare attraverso i pantaloni potete scegliere una soluzione nuova e diversa: le mutandine in stoffa con l’assorbente incorporato.

Come funzionano? Si indossano come un normale slip e si lavano in lavatrice. Possono essere una soluzione comoda per le giovanissime e sono molto assorbenti.

Ecco due marchi che ho scovato sul web:

Le mutandine Shethinx :

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Sono in cotone, discrete e promettono diverse ore di autonomia. È sufficiente lavarle come capi delicati senza usare ammorbidente (che potrebbe compromettere l’assorbenza). Possono essere una soluzione comodissima per le giovani donne che praticano sport che magari richiedono calzoncini o divise particolarmente “scomode” in quei giorni perché magari attillate o corte e che le fanno temere che l’assorbente possa intravedersi: per esempio il tutù da danza, i calzoncini da pallavolo o la gonna del tennis.

Le mutandine Be Girl:

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Anche queste funzionano come le precedenti: sono lavabili e si lavano come capi delicati senza usare ammorbidente (che potrebbe compromettere l’assorbenza). Sono leggermente diverse rispetto alle precedenti: hanno un inserto che si rimuove da una taschina interna. Sono dunque modulabili rispetto all’assorbenza in quanto si può a piacere aggiungere uno o due inserti a seconda del flusso.

Ah com’è facile essere mamma di un maschietto!

Alcune di voi lo staranno sicuramente pensando. Ma siamo proprio sicure che sia davvero così? No. Tutto quello che ci siamo dette fino ad ora vale sicuramente per le mamme delle femminucce ma sarebbe bello se valesse anche per le mamme maschietto munite. L’educazione e il rispetto dell’altro sesso passano anche dalla conoscenza della fisiologia dell’altro e sarebbe bello se tutte le mamme si prendessero pochi minuti, insieme ai propri figli, maschi o femmine, per parlare dei cambiamenti che l’adolescenza comporta sia in se stessi che nell’altro sesso. Insegnerebbe loro ad accettarsi con più facilità e ad approcciarsi agli altri con più rispetto e con una diversa consapevolezza di cosa significa “stare nella pelle dell’altro”. Magari potrebbe essere l’inizio di un vero cambiamento e potrebbe contribuire all’abbattimento di qualche tabù di cui, diciamocelo, siamo vittime anche noi che siamo un pochino più grandicelle.