VBAC ovvero partorire naturalmente dopo un cesareo

VBAC parto naturale dopo cesareoIl VBAC, cos’è?

Sempre più spesso si sente parlare di VBAC. La sigla che in inglese letteralmente sta a significare Vaginal Birth After Cesarean, ci parla della possibilità, offerta alle donne, di partorire naturalmente anche quando la precedente nascita è avvenuta con un taglio cesareo.

Parliamo di numeri

In Italia, secondo l’ultimo rapporto CeDAP del 2014, con il quale il Ministero della Salute “fotografa” l’evento nascita nel nostro paese il ricorso all’espletamento del parto per via chirurgica è estremamente eccessivo rispetto a quanto consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la quale ritiene che il tasso ideale di tagli cesari debba essere compreso tra il 10% e il 15%. In Italia, al contrario, nel 2014 il 35% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica.

Il taglio cesareo infatti sebbene sia, anche secondo l’OMS, in presenza di una specifica indicazione medica, un importantissimo strumento salva-vita per la madre e per il feto capace di ridurre drasticamente la mortalità e la morbilità materna e perinatale, come ogni intervento chirurgico implica dei rischi a breve e lungo termine con conseguenze avverse anche per la salute della donna, del bambino e delle future gravidanze anche a distanza di molti anni dal parto.

Chi può partorire spontaneamente dopo un taglio cesareo?

La linea guida dell’Istituto Superiore di Sanità intitolata “Taglio cesareo, una scelta appropriata e consapevole” afferma: «L’ammissione al travaglio, in assenza di controindicazioni specifiche, deve essere offerta a tutte le donne che hanno già partorito mediante taglio cesareo ».

Pochissimi i casi in cui il travaglio di prova per un VBAC è controindicato:

  • Donne con precedente rottura d’utero: le donne che hanno già avuto una rottura d’utero hanno un rischio del 5% (o maggiore) che tale evento si ripeta.
  • Donne con incisione longitudinale sull’utero, a causa del rischio aumentato di rottura d’utero.
  • Altre controindicazioni al parto vaginale, indipendenti dal precedente taglio cesareo (ad esempio placenta previa centrale).
  • Donne con 3 o più tagli cesarei pregressi.
Quanto tempo deve trascorrere tra il taglio cesareo ed il successivo parto vaginale?

L’OMS raccomanda che tra i due eventi di nascita intercorrano almeno 12 mesi in modo che il trascorrere del tempo consolidi saldamente la cicatrice dell’intervento.

Dunque in Italia i parti espletati con un taglio cesareo sono troppi e spesso effettuati in totale assenza di indicazioni di utilità.

Ma come può essere invertito questo trend?

Al triste fenomeno, diffuso non solo in Italia ma anche in altri paesi europei, ha cercato di porre rimedio un importantissimo progetto denominato OPTIBIRTH. Il progetto ha messo insieme donne in gravidanza, levatrici e ostetriche insieme a ricercatori che si occupano di epidemiologia, economia sanitaria e industria, per svolgere studi in 15 siti di tre paesi con basse percentuali di VBAC, tra cui l’Italia. In Italia hanno partecipato le UU.OO di Ostetricia e Ginecologia di cinque sedi universitarie Genova, Bologna, Napoli, Bari e per la città di Torino l’ospedale S. Anna.

La forza del progetto? Far nascere nelle donne la consapevolezza sulle opzioni messe loro a disposizione attraverso almeno due incontri durante la gravidanza, in cui ostetrica e il ginecologo, debitamente formati sul tema, portavano il peso delle evidenze scientifiche e della propria esperienza clinica per far sì che la donna potesse scegliere in libertà e con le corrette informazioni l’opzione più adeguata ai propri bisogni.

Lo scopo della ricerca è stato quindi quello di implementare una cultura “dal basso” sul parto vaginale dopo cesareo che proviene direttamente dalle donne responsabilizzandole e coinvolgendole nei processi decisionali legati alla nascita per riuscire ad aumentare le percentuali di parto VBAC dal 25 al 40 %.

Fondamentale, in questa presa di coscienza riguardo la nascita, la figura dell’ostetrica come principali mediatrice del rapporto empatico. Senza dubbio infatti ancora di più della diffusione delle evidenze scientifiche la loro presenza costante e rassicurante, può fare la differenza. Come? I risultati dello studio OPTIBIRTH lo evidenziano: le donne che hanno partecipato allo studio “se messe in grado di godere di un sostegno culturale ed affettivo, pur nel costante assedio di curanti, parenti ed amici, sono riuscite ad arrivare in sala parto forti della loro competenza.

A chi ci si può rivolgere per avere maggiori informazioni sugli ospedali che seguono le mamme che desiderano partorire naturalmente dopo un cesareo?

Ci si può rivolgere all’associazione ONLUS INNECESAREO. L’associazione, nata da alcuni anni, è coraggiosamente impegnata nella diffusione di informazioni corrette circa il VBAC per offrire a tutte le donne la possibilità di scegliere consapevolmente fin dalla prima gravidanza ed evitare una inutile medicalizzazione o un cesareo non necessario. Realizza moltissimi incontri territoriali gratuiti a tema sulVBAC in moltissime regioni italiane. Per maggiori informazioni potete visitare il sito: www.innecesareo.it Potrete scoprire quando e dove si terrà il prossimo incontro vicino a voi o mettervi in contatto con tante altre donne della vostra città che hanno loro stesse scelto questo percorso e condividere con loro i vostri dubbi, le vostre domande e scambiarvi informazione ed esperienze.

Tra le mamme che frequentano i miei corsi so che alcune hanno avuto un VBAC. Qualcuna di voi vuole raccontarsi?

 

 

 

 

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